Letteralmente Raku significa "gioire il giorno"..

 

Come lo definisce Nino Caruso, grande maestro e luminare della ceramica Raku:

"antico far ceramica recuperato, rinnovato, inventato. Per fare cose con gioia dentro, comunicata dalle mani che toccano smalti splendenti...fuori, nella natura. La terra l'acqua l'aria e il fuoco, gli amici, l'amore ti fanno vivere giovane."

 

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La ceramica raku nasce in Giappone verso la seconda metà del 16mo secolo dc. ed è legata al rito della cerimonia del te', che ebbe il suo periodo d'oro in quel tempo.

Sembra che l'inventore del Raku fosse un artigiano di nome CHoijro, che utilizzò per la cottura delle tazze da te' lo stesso procedimento che veniva impiegato per fare le tegole dei tetti.

Le tegole venivano estratte dal forno nel momento di massima fusione dello smalto, ancora incandescenti.

Applicando lo stesso principio, anche le tazze estratte incandescenti dal forno assumevano un aspetto invecchiato e prezioso.

Anche nel "raku moderno"il pezzo viene portato alla massima temperatura di fusione dello smalto e poi immediatamente estratto dal forno per essere trattato nelle varie fasi, come la riduzione di ossigeno e la fumigazione per poi essere raffreddato in acqua fredda.

Questo trattamento conferirà al pezzo effetti di superficie molto belli, interessanti e soprattutto unici.

Aggiungerei infine che la cottura è il momento tanto atteso di ogni ceramista raku. Perchè è la somma di tanti momenti, nessuno dei quali lasciato al caso, ma sempre pianificati per poter arrivare alla fine ad ottenere il risultato voluto.

E' un momento molto coinvolgente e di grande energia, complici anche i quattro elementi, "terra, aria, fuoco e acqua" dove il tutto si riunisce, attraverso le conoscenze e le capacità del ceramista di utilizzare al meglio questi fattori, per un risultato a volte imprevisto ma molto spesso ricercato e voluto.